La
leggenda narra che
tra il ‘400 ed il ‘500 d.c., il vescovo di Modena,
San Gimignano, si trovò dentro l’antico Castello
feudale assediato dai Goti e che per salvare il
paese, avesse fatto scendere una nebbia fittissima.
I barbari abbandonarono l’assedio e gli abitanti,
grati del salvataggio, cambiarono il nome della
città. |
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Su
Piazza della Cisterna e Piazza del Duomo si
affacciano gli edifici più rappresentativi
della città fra i quali il palazzo del Podestà
(1239) sovrastato dalla possente torre “Rognosa”
(che per legge non poteva essere superata
in altezza da nessuna torre cittadina) il
palazzo del Popolo (1288, ampliato nel 1323)
e la Collegiata romantica che racchiude, fra
l’altro, la cappella rinascimentale di Santa
Fina affrescata (1475) da Domenico Ghirlandaio.
Splendore della città. |
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Nel
1282 a S. Gimignano
venne promulgata una legge che vietava la
demolizione delle case se non per erigerne
di più belle. A quell’epoca risale la maggior
parte delle sue famose torri
che manifestavano la ricchezza del ceto mercantile
locale nel periodo di maggiore splendore della
città: in origine erano
72, venticinque alla fine del 1500. Oggi
ne restano intatte 13
di cui 7 attorno alla piazza principale, la
Piazza della Cisterna; insieme alle mura duecentesche
e al nucleo compatto di palazzi e chiese,
esse configuravano un’immagine irripetibile
di borgo medievale. |
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San
Gimignano oggi è una realtà turistica conosciuta
in tutto il mondo. Pregiata risorsa di questa
terra è la Vernaccia, vino bianco dal sapore
antico e genuino oltre alla famosa produzione
di zafferano che fin dai tempi più antichi
veniva esportata anche in Francia e nei Paesi
Bassi. |
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